3/3 Cosa significa accedere direttamente all’intuito?

Significa utilizzare una procedura che ci permetta di ricevere le informazioni in modo puntuale, relativo cioè alle scelte che dobbiamo affrontare in quel momento.

Quindi non solo idee creative e rivoluzionarie ma risposte semplici a quesiti quotidiani.

Per esempio: acquistare un nuovo macchinario o far riparare il vecchio; adottare una nuova procedura o un’altra; concentrare oggi le mie risorse su un aspetto da affrontare o occuparmi di altro.

Ma anche nel campo professionale, scegliere se intraprendere quel viaggio di lavoro la prossima settimana o rimandarlo di un mese, assumere quella persona piuttosto che un’altra.

Scelte che dobbiamo prendere in mancanza di dati e per le quali la nostra mentre logico-razionale ha difficoltà a trovare la soluzione adeguata.

In questo caso ci viene in soccorso proprio la nostra capacità intuitiva. Un’informazione diventa più significativa di un’altra e il pensiero logico prende una strada invece che un’altra.

Sappiamo che il funzionamento della logica è influenzato da aspetti di un particolare problema che consideriamo più importanti rispetto ad altri.

Significa che, spostando l’attenzione su un aspetto diverso, anche le nostre decisioni cambiano di conseguenza.

Il risultato dell’interazione del nostro intuito con la capacità logico razionale della nostra mente si manifesta proprio con la focalizzazione su un aspetto specifico invece che su un altro che in apparenza non è meno significativo, ma a cui diamo meno attenzione.

Ci sono molti modi per accedere in modo diretto al proprio canale intuitivo ma è sufficiente usarne uno e praticarlo abbastanza da acquisirne la maestria.

Infatti, si dice che “è la pratica che fa il maestro”, come dimostrano le migliaia di casi di persone che hanno raggiunto dei risultati impressionanti nel loro settore praticando ogni giorno con costanza e perseveranza le loro discipline.

La Bussola interiore

Scopri la bussola che è dentro di te
Riscopri la tua bussola interiore

Personalmente ho imparato e praticato negli ultimi 7 anni un metodo che è così semplice ed efficace che può essere usato da chiunque e che, dal 2013, insegno insieme alla collega Iwona Sliwocka in un corso dal nome “Riscopri la tua bussola interiore”.

Questo metodo ha lo scopo di re-imparare ad utilizzare la propria saggezza “innata” alla quale tutti noi possiamo accedere con facilità, poiché l’abbiamo utilizzata come fonte principale di informazioni durante i primi due, tre anni di vita, dimenticandola poi col passar del tempo.

Il problema è che più abbiamo fatto ricorso solo alla nostra mente razionale, più ci siamo allontanati da questa saggezza interiore. A nostra discolpa possiamo dire che la società e il mondo del lavoro attuali ci spingono proprio ad alienarci da noi stessi e, in fondo, anche dal nostro potere interiore.

Non possiamo, quindi, aspettarci di ritrovarlo facendo le cose che abbiamo sempre fatto e che ci hanno portato proprio nella direzione opposta a quella in cui vogliamo andare.

Talvolta ripenso ad una illuminante frase di Einstein, che sapeva usare molto bene la propria mente razionale: “La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono”.

Questo è uno dei motivi che spinge, me e Iwona, a portare avanti il corso “Riscopri la tua bussola interiore” nel quale aiutiamo i partecipanti ad accedere consapevolmente alla propria parte intuitiva e alla gestione delle proprie emozioni.

Ti chiederai in cosa consiste questo metodo, se desideri avere maggiori informazioni puoi consultare il sito bussolainteriore.com.

Ci sono tanti altri metodi per accedere “di nuovo” alla propria mente intuitiva, come il Test Kinesiologico (vega test), il Theta Healing, la Mindfullness solo per citarne alcuni.

Possono essere più o meno complessi da utilizzare, ma l’importante è sceglierne uno e portarlo avanti.

Poiché la maggior parte delle persone sperimenta uno stile di vita sempre più frenetico che le sottopone a uno stress sempre maggiore, le emozioni negative le separano sempre più dalla possibilità di accedere alla propria parte intuitiva e ciò le spinge a utilizzare sempre più la loro mente razionale per soddisfare le loro aspettative di successo.

Oggi ci troviamo a dover gestire situazioni sempre più complesse e piene di incognite.

Lo stress emotivo aumenta rendendo ancora più difficile la connessione con se stessi.

Come vedi è un circolo vizioso, come un cane che sta cercando di mordersi la coda, e che trova una sua soluzione in due modi differenti:

  • Il primo è il modo volontario e consapevole, nel quale iniziamo a conoscere meglio noi stessi, cosa ci fa reagire nel modo abituale, cosa ci fa da trigger negativo o trigger positivo. Iniziare cioè a gestire i propri pensieri e quindi le proprie emozioni, non sopprimerle ma gestirle, mettendo il focus su quell’aspetto della situazione che ci spinge ad accedere alle nostre risorse positive invece che su un altro che genera in noi stress. In una frase: “conosci te stesso”. All’inizio può essere faticoso, ma i benefici sono di gran lunga superiori allo sforzo iniziale di cambiamento.
  • Il secondo è il modo non volontario e doloroso.

Ci sono ormai moltissime ricerche mediche che mostrano un aumento impressionante delle malattie causate dallo stress, stiamo parlando di circa l’80% di tutte le malattie.

Quindi ridurre il livello di emozioni disturbanti è diventato non più una scelta ma un obbligo, nei confronti di noi stessi e delle persone che dipendono da noi.

È ormai un fatto accertato che la nostra parte più saggia sia in profondo contatto con il nostro corpo e sappiamo che quando il corpo non riesce più a sostenere i ritmi di vita stressanti che tendiamo a sopportare, crea dentro di sé (in modo non volontario rispetto alla mente razionale) una malattia.

La medicina ci dice come lo stress abbassi le nostre naturali difese immunitarie, o favorisca malattie auto-immuni, anche se non ci spiega il perché.

Quanti casi conosciamo di persone che, dopo una malattia importante, hanno cambiato il loro atteggiamento facendo un percorso di riscoperta di se stessi e della loro parte interiore e ci dicono di essere più felici?

Ci sono anche molti personaggi famosi che lo testimoniano con la loro vita, pensiamo ad Alex Zanardi, campione di Formula1, oppure a Louise Hay, che sta aiutando milioni di persone a guarire se stesse dopo che lei ha superato una malattia “inguaribile”.

La lista di questi esempi è molto lunga. Non intendo parlarti adesso del rapporto tra stati emotivi e malattie, c’è abbondante letteratura in merito e affronteremo questo aspetto quando parleremo nello specifico di emozioni e stress nei miei articoli che ti invito a seguire.

Il primo metodo, quello volontario, è sicuramente il migliore. È la strada che seguo a livello personale ed è la stessa che conduco i miei clienti a percorrere.

Certamente occorre avere una motivazione profonda per cambiare atteggiamento, che in sintesi significa modificare le proprie abitudini nel fare le cose e nel reagire in una certa modalità.

Desidero concludere questa parte dedicata all’intuito e a come “ritrovarlo” con una frase che mi ha spinto a cambiare in meglio la mia vita e spero che aiuti anche te in tal senso:

“trova il motivo per evolvere la tua vita ad un livello superiore prima che il motivo trovi te”.

Mandami i tuoi commenti e le tue riflessioni in merito, sarò felice di confrontarmi con te.

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