L’intuito è la capacità di avere idee utili per la nostra vita.

Ma cos’è l’intuizione?

La definizione che sembra più appropriata è quella di un dizionario tedesco che definisce l’intuizione come: “il pensiero che affiora improvvisamente e che fa sì che l’interessato, in una data faccenda, si comporti in modo assennato”.

Ognuno di noi ha sperimentato molte volte “l’intuizione” durante il corso della propria vita e ha potuto constatare che, quando ha seguito quell’idea, i risultati sono stati positivi mentre quando non l’ha ascoltata ha dovuto affrontare molti problemi.

Quindi, possiamo dire che l’intuito è l’innata capacità di sapere come agire anche quando non abbiamo tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione tramite la nostra mente razionale.

Esaminiamo meglio questo aspetto e qual è la difficoltà che ci troviamo davanti.

La nostra mente razionale funziona esattamente come un computer e cioè elabora le informazioni in un processo lineare chiamato logico razionale. Questo modo di elaborare le informazioni viene chiamato sequenziale.

Facciamo un esempio: se un pizzaiolo riesce a preparare cinque pizze ogni dieci minuti, sarà necessario che lavori per sessanta minuti per preparare trenta pizze e che dopo centottanta minuti di lavoro sarà riuscito a preparare novanta pizze.

Quindi per la nostra mente è certo che il nostro pizzaiolo preparerà quella quantità di pizze in quelle tre ore e così prenderemo le nostre decisioni a partire da quell’idea.

Questo è un semplice esempio di pensiero lineare.

Immagina però che nella realtà sia possibile che la legna finisca a metà lavoro o che il pizzaiolo quel giorno abbia un problema e smetta di lavorare dopo un’ora, o che la farina per la pizza si sia deteriorata e non ce ne sia a sufficienza o che succeda qualche altra cosa che non è possibile prevedere in anticipo ma che può comunque capitare.

Questo esempio ci mostra i limiti che sorgono se basiamo la nostra vita soltanto sul pensiero sequenziale cioè logico razionale.

Un ulteriore aspetto è quello evidenziato dall’uso del sillogismo di Socrate, il filosofo greco e del paradosso a cui può portare.

È famosa la frase: tutti i caminetti fumano e poiché mio nonno fuma, ne consegue che mio nonno è un caminetto.

Anche se a prima vista sembra un banale problema linguistico, in realtà mette in evidenza proprio il più grande limite del processo logico razionale che utilizziamo con la nostra mente razionale.

 La nostra mente, per poter funzionare, ha la necessità di avere dei presupposti e delle regole, esattamente come le ha ogni software del nostro computer.

Noi prendiamo ogni nostra decisione in base alle informazioni che pensiamo di avere e in base alle abitudini, alle credenze o alle regole che indirizzano la nostra linea di pensiero.

Queste regole e questi presupposti, però, non sempre sono veri o validi da utilizzare e infatti andando avanti nel tempo le sostituiamo con nuove credenze e convinzioni o abitudini.

Talvolta sappiamo dentro di noi che una determinata decisione creerà del dolore a noi o alle persone intorno a noi, ma la portiamo avanti perché pensiamo sia giusta.

Tutto ciò è la conseguenza del pensiero logico razionale del tipo: poiché credo che la situazione sia questa e le mie regole di comportamento sono queste, allora io mi comporterò in quel determinato modo in accordo a queste regole.

Sembra tutto normale, ma …

quante persone non rivolgono più la parola al proprio fratello solo perché la loro mente arriva alla conclusione che è giusto così?

Quante guerre sono state fatte in nome di questa logica?

Quante aziende sono fallite per la convinzione che, se il lavoro è stato portato avanti in questo modo per venti anni e ha funzionato per così tanto tempo, allora significa che lo farà ancora per altri venti?

Quante persone pensano che, poiché mi sono innamorata e poi sono stata lasciata e ho sofferto così tanto, allora non mi innamorerò più così non soffrirò più?

L’utilizzo della sola mente razionale, se da un lato ci permette di vivere una vita sociale e complessa, dall’altro non è sufficiente per essere felici e per creare valore nella nostra esistenza.

Se la mente razionale fosse sufficiente, le persone più intelligenti che utilizzano più facilmente il pensiero razionale sarebbero anche le persone più felici, più ricche e più ammirate, ma tu sai che non è così.

La mente razionale da sola non riesce a gestire al meglio la nostra vita perché, sia nell’ambiente lavorativo che nel privato, ci troviamo ad affrontare situazioni nelle quali non abbiamo tutti gli elementi per poter decidere quale sia il comportamento ottimale.

È un po’ come se volessimo risolvere un’equazione o un problema senza avere tutti i dati a disposizione.

Ricordi quando a scuola il professore ti dava da risolvere un compito di matematica?

I dati che ti venivano forniti erano sufficienti per poter applicare il ragionamento logico razionale e arrivare alla soluzione corretta, ma se fosse mancato anche un solo dato non saresti stato più in grado di trovare la soluzione.

Spesso ci troviamo a dover scegliere, quindi agire, in situazioni in cui non abbiamo tutti di dati o le informazioni, sia perché non le conosciamo sia perché le conosceremo solo dopo aver fatto la nostra scelta poiché da essa di originano.

Nel momento in cui non conosciamo le informazioni è indispensabile ricorrere al nostro intuito e quindi trovare dentro di noi l’idea di cosa fare, di come agire nel modo più appropriato.

Se l’intuito fosse sotto il controllo della nostra volontà e della nostra mente razionale, potremmo accedervi a comando. Forse potremmo creare perfino dei computer intuitivi.

L’intuito non è sotto il controllo della mente razionale poiché è una capacità innata in ogni essere umano, il che significa che è in noi dalla nascita, prima della formazione della mente razionale (chiamata anche ego) che invece si forma nei primi tre anni di vita circa. Non ci sono, quindi, pulsanti particolari da attivare.

Ed ecco la buona notizia: proprio perché è dentro ogni essere umano, noi possiamoaccedervi, attivarlo, rispettando due requisiti di base relativi alle emozioni: la tranquillità interiore e la neutralità verso la situazione per la quale si deve prendere una decisione.

Al verificarsi di queste due “condizioni” si ha accesso in modo automatico alla propria parte intuitiva. Essere neutrale significa che, nel momento in cui accedi all’intuito, non hai alcuna preferenza o aspettativa sulla scelta da prendere, altrimenti la tua mente razionale interferirebbe nel processo.

La parte più difficile, che richiede un minimo di pratica, è proprio mantenerti per qualche minuto perfettamente tranquillo, neutro e rilassato.

Non preoccuparti di non riuscire, perché anche se sei abituato a pensare molto e hai difficoltà a svuotare la tua mente dai pensieri e dal chiacchiericcio costante, il processo intuitivo è molto veloce.

Non occorre mantenere questo status per un lungo periodo, sono sufficienti pochi minuti per far sì che l’informazione intuitiva arrivi al livello consapevole.

Talvolta essere completamente rilassati e disposti a ricevere qualunque informazione non è facile, in particolare quando dobbiamo affrontare situazioni che ci stanno particolarmente a cuore.

Per questo motivo occorre conoscere alcuni strumenti pratici per riuscire a gestire con facilità le proprie emozioni.

Nell’articolo Scopriamo la vera causa dello stress indico alcuni strumenti utili per gestire con facilità le emozioni dello stress.

Fine prima parte 1/3

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